Archeologia contemporanea

Lo studio del mondo contemporaneo tramite il metodo archeologico nasce già alla fine degli anni settanta e i primi anni ottanta, concentrando il dibattito sull’idea che l’archeologia debba indagare i fenomeni della “nostra” società contemporanea, distaccandosi dalla visione etnoarcheologica tesa a costruire modelli utili all’interpretazione e alla comprensione delle società antiche. E’ tuttavia negli anni duemila che è sancita formalmente la nascita della disciplina: la società contemporanea diventa l’oggetto della ricerca.

Dal dibattito sui confini cronologici all’insieme dei filoni tematici affrontati attraverso la metodologia archeologica, negli ultimi due decenni l’archeologia contemporanea si è costantemente evoluta e confrontata con i cambiamenti della nostra società, ponendo la traccia materiale al centro delle proprie riflessioni. Se in ambito internazionale si è ormai giunti a una definizione e una progettualità consapevole della disciplina, in Italia sono mancati un dibattito e una riflessione organica. Esistono un’inconsapevole archeologia “del contemporaneo”, intesa come la registrazione occasionale dei dati del XX e XXI secolo, e alcune sporadiche esperienze di analisi della società attraverso la lente archeologica e, più spesso ancora etnoarcheologica.

Il Laboratorio MAPPA si pone così all’avanguardia nello studio archeologico della società odierna, approcciandosi a diversi filoni di ricerca, ponendo le basi per sviluppare un dibattito a livello nazionale e sviluppando un primo progetto dedicato allo studio delle migrazioni contemporanee non documentate in Italia

Progetto a cura di:
Francesca Anichini francesca.anichini@unipi.it

 Qui trovi la news riguardante le ricognizioni legate al progetto.

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