DAL FRONTE DI CAVA ALLA STRUTTURA RUPESTRE 

Tracce incise della lavorazione della pietra

Conferenza online, 25-26 Marzo 2021

Lo studio dei siti di cava si concentra generalmente sulla ricostruzione dei processi di estrazione, mentre gli spazi rupestri sono spesso stati esaminati da un punto di vista architettonico o storico-artistico. Tuttavia, un approccio strutturale globale all’analisi di questi spazi scavati consentirebbe di comprendere meglio anche il ruolo dei professionisti che hanno lavorato alla loro realizzazione. Siti di cava e insediamenti rupestri sono raramente inclusi nello studio globale dei paesaggi storici e sono poche le iniziative dedicate al dibattito teorico e metodologico riguardo l’importanza di queste evidenze per la comprensione delle società passate: i convegni di Saint-Martin-le-Vieil, organizzati per 15 anni da Marie-Elise Gardel; i seminari di ricerca “de la carrière à la construction” a cura del Laboratoire de Médiévistique Occidental de Paris (LAMOP – Université Paris-Panthéon Sorbonne); le recenti sessioni organizzate al convegno dell’EAA (European Association of Archaeologists) (2017-2019) e durante il congresso della Società Italiana degli Archeologi Medievali (SAMI) che si è svolto a Matera nel 2018.

Lo studio delle strutture rupestri e delle cave di pietra pone numerosi problemi metodologici: la loro natura sotterranea impedisce la penetrazione della luce naturale, gli spazi angusti poco si prestano alla documentazione fotografica e la presenza di ravaneti e blocchi di grandi dimensioni ostacola l’osservazione dei fronti di cava. Questi siti sono stati spesso percepiti come il risultato di processi sincronici. Di conseguenza, la morfologia degli spazi è stata a lungo il solo oggetto di studio, lasciando in secondo piano l’analisi delle fasi di lavorazione e la determinazione delle relative cronologie. Inoltre, sono ancora pochi i ricercatori interessati allo studio dei processi di scavo e di estrazione, essenziali per definire l’economia del cantiere, identificare e qualificare gli attori che hanno contribuito alla creazione di queste evidenze e comprendere l’organizzazione e la funzione degli spazi all’interno dei siti stessi.

L’organizzazione di questo convegno mira dunque a proseguire la discussione internazionale sugli spazi rupestri e le cave di pietra, considerati aspetti di uno stesso fenomeno estrattivo, luoghi in cui si esprimono e tramandano saperi empirici e artigianali specifici, legati alla lavorazione della pietra. Il convegno prevede un approccio diacronico e pertanto sono benvenuti tutti i casi studio, senza limiti cronologici. L’incontro sarà organizzato considerando due diverse prospettive di ricerca e scale di indagine:

l’analisi delle singole pareti rocciose, con lo studio delle tracce di lavorazione per la comprensione degli utensili e delle fasi di scavo;

l’analisi della struttura (sito/cava) nel suo insieme, tramite la contestualizzazione dei risultati dello studio delle pareti.

La conferenza si svolgerà il 25 e 26 marzo 2021, in lingua inglese. Considerata l’attuale situazione sanitaria e per permettere a tutti di partecipare in sicurezza, l’evento si terrà online su una piattaforma gestita dall’Università di Pisa e sarà trasmesso in streaming su YouTube e Facebook. L’incontro consentirà di dare inizio a una riflessione condivisa sulle modalità di analisi relative agli spazi scavati nella pietra. Un momento di discussione, al termine della prima giornata, sarà dedicato alle questioni di vocabolario, spesso rivelatrici di diversi approcci teorici e scuole di pensiero.

Si incoraggia la partecipazione di dottorandi e giovani ricercatori.

GLI ABSTRACT IN INGLESE (MAX 300 PAROLE, DA 3 A 5 PAROLE CHIAVE E UN’IMMAGINE) DOVRANNO PERVENIRE ENTRO IL 15 GENNAIO 2021 A IRAARGROUP@GMAIL.COM.

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