Metodologia della ricerca archeologica e Archeologia digitale

L’archeologia è una disciplina intrinsecamente digitale, non solo perché fa ampio uso di tecnologia informatica, ma perché, più radicalmente e a differenza di altre discipline, opera dal basso verso l’alto, costruendo la sua interpretazione a partire da frammenti del passato (più o meno recente) piuttosto che partendo dal tutto. Teoria, metodologia sul campo e digitale sono i tre perni dell’archeologia. Acquisizione, raccolta, conservazione, analisi, interpretazione e accesso dei dati sono l’essenza dell’archeologia con tutti i suoi annessi epistemologici ed ermeneutici.
Partendo sempre dalla traccia archeologica e dalla cultura materiale, il laboratorio sviluppa e indaga i metodi dell’archeologia sul campo, gli aspetti digitali della raccolta, conservazione, analisi e disseminazione e le implicazioni teoriche connesse, con un approccio ontologico e ontogenetico (Material Turn, Ontological Turn, Symmetrical archaeology, New materialism, Object agency) e sviluppando al contempo un’analisi critica nei confronti degli strumenti digitali, interrogandosi sul loro ruolo di mediatori, sulla loro agency e sull’uso consapevole delle tecnologie, in particolare di quelle più innovative come l’Intelligenza Artificiale.
Il laboratorio e tutto il personale che a esso afferisce propongono indagini sul campo come ricognizioni e scavi e al contempo sviluppano metodi digitali per la raccolta dati in tempo reale, per la loro gestione e conservazione a lungo termine e strumenti innovativi di analisi nell’ambito dell’intelligenza artificiale e dei Big Data.

MAGOH (Managing Archaeological data for a sustainable GOvernance of the Heritage) 2020-2023

MAGOH è uno dei progetti vincitori del bando “100 assegni per la Cultura” promosso da Regione Toscana. Il progetto prevede la creazione di una piattaforma integrata che permetta di gestire l’intero ciclo della documentazione archeologica relativa alla Provincia di Pisa e all’area urbana e Metropolitana di Firenze, consentendo l’accessibilità ai dati per una più efficace attività di ricerca, tutela e valorizzazione.

Da Vitruvio all'ArcheoBIM. Ricostruzioni BIM del contesto archeologico di Massaciuccoli, Massarosa – LU. (2021-2024)

Nel dibattito sulla ricerca di nuove metodologie archeologiche, ha cominciato a svilupparsi, nell’ultimo decennio, l’utilizzo dei BIM (Building Information Modelling). Tale tecnica, derivata da discipline quali l’architettura e l’ingegneria civile, prevede la realizzazione di modelli 3D di oggetti architettonici correlati a una serie di database, consentendo la gestione simultanea di una grande mole di dati eterogenei.

Garden archaeology alla Certosa di Calci (2017-in corso)

L’università di Pisa, attraverso un largo consorzio dei suoi Dipartimenti, ha attivato un grande programma di conservazione e valorizzazione del complesso della Certosa di Calci e dei suoi Poli Museali.
Il Laboratorio MAPPA si focalizzerà sulla Verifica dell’Impatto Archeologico (VIArch) e sulla raccolta e la gestione di tutti i dati archeologici del territorio del Comune di Calci.

L’Ager Pisanus tra romanizzazione e tardoantico (secoli III a.C.-VI d.C.) (2018-2022)

La ricerca mira allo studio della città e del territorio di Pisa tra l’età ellenistica, l’età romana e il tardo antico, per un’analisi delle dinamiche insediative in una prospettiva di lungo periodo.

ArchAIDE (ARCHaeological Automatic Interpretation and Documentation of cEramics, 2016-2019)

Il laboratorio MAPPA è coordinatore del progetto ArchAIDE, finanziato dal programma H2020-RIA dell’Unione Europea.
ArchAIDE si pone l’obiettivo di realizzare un strumento per il riconoscimento automatico della ceramica attraverso l’utilizzo del deep learning. A partire da una semplice fotografia, l’App di ArchAIDE fornirà la classificazione digitale di ogni frammento correlandolo con le informazioni dei cataloghi ceramici per la prima volta disponibili on-line.

NLP (Natural Language Processing) (2018-in corso)

L’insieme delle tecniche che permettono l’estrazione di tali informazioni dai documenti va sotto il nome di Natural Language Processing (NLP): si tratta di algoritmi che estraggono, strutturano e analizzano informazioni provenienti da fonti testuali.

Le necropoli urbane di Pisa tra tarda-antichità e bassomedioevo (2019-2020)

Il lavoro fa parte del Progetto di Ricerca di Ateneo (PRA) “Paesaggi funerari tra rito e società. Nuovi approcci allo studio delle necropoli nel mondo antico”, coordinato da Anna Anguissola. Il progetto, biennale, è finalizzato allo studio delle necropoli in diversi contesti sia spaziali, sia cronologici.

Il Progetto MAPPA (Metodologie Applicate alla Predittività del Potenziale Archeologico, 2011-2013)

Il progetto MAPPA, condotto da un consorzio di Dipartimenti dell’Università di Pisa (Civiltà e Forme del Sapere, Scienze della Terra, Matematica), ha avuto come obiettivo la creazione della Carta di potenziale archeologico della città di Pisa sviluppata attraverso l’elaborazione di un algoritmo predittivo. Attraverso la digitalizzazione, gestione e georeferenziazione di tutti i dati archeologici di Pisa, durante i due anni di ricerca sono stati creati un WebGIS archeologico, un archivio digitale OpenData (MOD) e carte paleogeografiche.

MAPPAGIS

Il webGIS di MAPPA è lo strumento di cartografia digitale per pubblicare liberamente sul web i dati archeologici, geologici e geomorfologici.
Il MAPPAGIS nasce in seno al progetto MAPPA e censisce tutti gli interventi archeologici effettuati a Pisa dal 1562 fino a oggi.
Attraverso una serie di implementazioni, il webGIS mette a disposizione i tematismi di interesse scientifico e pubblico relativi agli interventi archeologici, alla cartografia geomorfologica e alla cartografia di potenziale archeologico della città di Pisa.
Il MAPPAGIS è uno strumento dinamico, liberamente consultabile, sempre aggiornato, che permette l’interrogazione in tempo reale.

MOD

Il MOD (MAPPA Open Data) è il primo repository open-data italiano pensato per conservare e disseminare la documentazione archeografica (Dataset) e la letteratura grigia (Relazioni) prodotta nel corso di una qualsiasi indagine archeologica. Il MOD tutela chi ha prodotto la documentazione in tutte le sue forme attraverso l’apposizione di un codice DOI a ogni Dataset e/o Relazione e l’utilizzo della licenza CC BY-SA 3.0, in modo da consentire contemporaneamente la corretta circolazione dei dati e la tutela della paternità intellettuale.

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