Certosa di Calci

Studi conoscitivi e ricerche per la conservazione e la valorizzazione del Complesso della Certosa di Calci e dei suoi Poli Museali

L’università di Pisa, attraverso un largo consorzio dei suoi Dipartimenti, ha attivato un grande programma di conservazione e valorizzazione del complesso della Certosa di Calci e dei suoi Poli Museali (coordinamento M. G. Bevilacqua). Il Laboratorio MAPPA si è focalizzato sulla Verifica dell’Impatto Archeologico (VIArch) e sulla raccolta e la gestione di tutti i dati archeologici del territorio del Comune di Calci. In quest’ottica è stata eseguita una serie di indagini stratigrafiche, georadar e geognostiche al fine di acquisire nuovi dati sul Complesso della Certosa.

Verifica dell’interesse archeologico (VIArch)

La prima parte del progetto è stata finalizzata a definire un quadro archeologico conoscitivo quanto più esaustivo possibile per la definizione del grado di impatto sul patrimonio archeologico presente nell’area della Certosa e la redazione della Verifica dell’Interesse Archeologico (VIArch). I dati archeologici editi e la documentazione d’archivio dell’intero territorio del Comune di Calci sono stati digitalizzati e idoneamente archiviati in un database relazionale collegato a una piattaforma GIS. Questa base conoscitiva è stata integrata con la lettura delle foto aeree per l’identificazione di eventuali anomalie riferibili al patrimonio archeologico sepolto.
Lo spoglio dell’edito e della documentazione conservata negli archivi della Soprintendenza ABAP ha fatto emergere una conoscenza archeologica piuttosto frammentaria della Certosa e dell’intero territorio del Comune di Calci. Infatti, nonostante numerosi ritrovamenti occasionali che dimostrano la lunga continuità di insediamento umano del territorio dalla preistoria all’età contemporanea, solo due siti sono stati sistematicamente indagati tramite scavi stratigrafici.
Nella seconda fase, parallelamente all’analisi archeologica e allo studio delle fasi costruttive della Certosa, sono state scelte alcune aree, ritenute di maggiore interesse, da sottoporre a indagini geofisiche e stratigrafiche che possano permettere l’approfondimento di specifiche problematiche storico-archeologiche. In quest’ottica sono, quindi, stati eseguiti nove sondaggi per la lettura stratigrafica delle sezioni esposte in corrispondenza delle canalette per il deflusso dell’acqua poste negli orti/giardini esterni all’edificio della Certosa, che hanno restituito tracce di frequentazioni agricole databili dal XIV/XV secolo al XIX secolo.

Scavo archeologico e Garden Archaeology

La garden archaeology è una particolare branca dell’archeologia del paesaggio focalizzata sullo studio di aree di estensione limitata e fortemente antropizzate. Nell’ambito del progetto sono attualmente in corso indagini stratigrafiche nei giardini delle celle dei frati. Queste indagini stratigrafiche si pongono come obiettivo la ricostruzione delle colture praticate negli orti/giardini nelle diverse fasi di occupazione della Certosa, delle opere necessarie all’apprestamento dei giardini stessi e l’analisi di eventuali fasi precedenti a quelle visibili.
Le indagini si sono concentrate in particolare nel giardino della cella del Priore, costruita nel 1375, ma più volte ristrutturata fino al tardo settecento. Nel suo aspetto odierno, il giardino del Priore è organizzato in due livelli messi in comunicazione da una scalinata. La terrazza superiore prospiciente la loggia è scandita da percorsi ortogonali divisi da quattro piccole aiuole. L’articolazione in percorsi e aiuole al momento del progetto prevedeva una perfetta simmetria tra la metà orientale e quella occidentale del giardino, parzialmente compromessa nel 1825 dall’ampliamento del corpo di fabbrica necessario al consolidamento della biblioteca adiacente. La terrazza inferiore, a sud, è caratterizzata dalla presenza di due aiuole e di un fondale a grottesco che incornicia una vasca ottagonale con fontana. Lungo i muri di cinta corre un’aiuola dove erano coltivate piante rampicanti, erbe aromatiche e agrumi a spalliera. Lo scavo ha portato alla luce le strutture che caratterizzavano i giardini in epoca moderna e ha permesso di raccogliere i primi dati archeobotanici e pollinici sulle essenze coltivate nel passato.

Indagini geognostiche

In coordinamento con il Dipartimento di Ingegneria e con il Dipartimento di Geologia dell’Università di Pisa, sono stati eseguiti cinque sondaggi geognostici all’interno dei confini della Certosa. La lettura archeologica ha permesso di acquisire dati stratigrafici puntuali sulle frequentazioni antropiche bassomedievali, di età moderna e sub-contemporanea nei terreni a destinazione agricola che circondano l’edificio.

Prospezioni geofisiche

Le ricerche di archivio effettuate durante la prima fase di ricerca avevano contribuito alla definizione di potenziali aree di intervento all’interno del complesso della Certosa. Una planimetria conservata presso l’Archivio della Certosa richiamava l’attenzione sul Cortile d’Onore dove era segnalata la presenza di “antichi muri e fondazioni”. Queste tracce, georiferite in ambiente GIS e sovrapposte alla planimetria della Certosa di Calci del 1688 (ASPi, Inventario n. 14, 209), si erano dimostrate compatibili con l’originario perimetro del Cortile d’Onore, allargato solo alla fine del XVIII secolo.
Sono state perciò avviate tre campagne di prospezioni geofisiche (A. Ribolini) al fine di valutare l’effettiva consistenza di tali tracce e di verificare la presenza di ulteriori elementi sepolti.

Progetto a cura di:
Gabriele Gattiglia gabriele.gattiglia@unipi.it

M.Letizia Gualandi letizia.gualandi@unipi.it

Antonio Campus a.campus11@gmail.com

Francesca Anichini francesca.anichini@unipi.it
 

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